Le parole del tecnico granata Roberto D’Aversa nella conferenza stampa prima di Milan-Torino
Reduce dalla vittoria per 4-1 sul Parma, Roberto D’Aversa si prepara a sfidare il Milan nella 30a giornata di Serie A. In seguito le parole del tecnico granata nella conferenza stampa di presentazione della sfida di San Siro.
La conferenza stampa
Il Milan ha dimostrato di soffrire particolarmente le squadre che tendono a chiudersi: iL Toro come giocherà?
“Vedendolo dal vivo anche contro l’Inter è andata così, bisogna ragionare sempre sulle proprie caratteristiche e capire le loro. Quando sono in possesso fanno movimenti per aprirti centralmente e dobbiamo fare in modo che questo non avvenga. Il piano tattico può dare una mano ma è l’atteggiamento a determinare il risultato, la voglia di portare a casa il risultato a tutti i costi”.
Qualche giorno fa ha detto che Casadei ha bisogno di trovare continuità anche in allenamento: come lo ha visto in questi giorni?
“Mi sono espresso su di lui perché mi è stata fatta quella domanda, conta per me ragionare da squadra e sul gruppo, se il gruppo scende in campo da squadra del singolo non si parla. Lo sta dimostrando il reparto difensivo e quello offensivo. Bisogna ragionare sul concetto di noi, di squadra. Avevo risposto a una domanda e ribadisco il concetto, Casadei è molto forte e deve trovare quella continuità che gli permetterà di giocare dall’inizio perché ha grandi qualità”.
Il Torino non vince in A col Milan dal 1985: quanta voglia c’è di fare l’impresa?
“Un motivo in più per farlo, per far sì che si vada in campo per fare risultato pieno. Il Milan è secondo in classifica, c’è entusiasmo, il pubblico spinge, noi siamo il Torino e i giocatori del Toro devono lottare fino all’ultimo, è nella normalità del Toro giocare a San Siro e dobbiamo portare a casa il miglior risultato possibile. Non c’è margine d’errore nella prestazione, lo abbiamo già visto a Napoli, servono 95 minuti di attenzione, io chiedo l’atteggiamento per mettere in difficoltà qualsiasi avversario”.
Cosa chiede ai suoi attaccanti?
“Chiaro che per ragionare in maniera equilibrata usa un centrocampista in più ma non è detto che con due attaccanti si è più propositivi o offensivi, i miei attaccanti sanno che per poter giocare insieme devono fare entrambe le fasi. Hanno dimostrato di farlo, di fare anche gol, loro sanno quello che devono fare. A maggior ragione nel momento in cui si va a San Siro questo aspetto va portato in campo. Chiaro che poi a volte possono cambiare delle situazioni, i difensori in costruzione lavorano molto larghi, sicuramente per fare risultato contro il Milan bisogna fare entrambe le fasi”.
Non ha mai battuto Allegri, allenatore che stima…
“Un ottimo allenatore, fino alla Roma contro la Lazio ha fatto in modo di lottare per lo scudetto. Ha fatto un percorso importante anche già prima alla Juventus, è un allenatore pragmatico, all’italiana, che ottiene risultati ma fa anche calcio. Per me è un grande allenatore”.
Prati-Ilkhan è uno dei ballottaggi: che differenze ci sono tra loro?
“Quando un allenatore ha dubbi vuol dire che la squadra è di livello, i dubbi ci sono anche davanti, in quella zona di campo. Chiaro che hanno caratteristiche diverse, Prati ha più struttura, Ilkhan ha un terzo tempo sullo stacco che lo rende bravo in quello, ha più frequenza di passo. La scelta la determina anche il giocatore che avranno di fronte in quella zona di campo. Qualsiasi scelta andrà bene”.
La classifica ora è diversa: cosa dice ora alla squadra rispetto a quanto è accaduto non appena è arrivato?
“Sicuramente si respira un aria diversa dettata dai risultati, dobbiamo ragionare su cosa abbiamo fatto, venivamo da una trasferta quando sono arrivato e affrontavamo la Lazio, non era detto che sarebbe arrivato quel risultato. Se eravamo lì è perché qualche problema c’era e non tutti i problemi sono passati. Ora abbiamo vinto due partite in casa ma pure perdere a Napoli dove sul 2-0 non ci siamo allungati rischiando anche di pareggiarla. Non dobbiamo trasformare l’entusiasmo in euforia, quella ti porta ad affrontare la squadra con minore cattiveria e questo non possiamo permettercelo. Ci deve servire d’esperienza per non commettere gli errori del passato. Il Milan è secondo in classifica, dobbiamo andare in campo con personalità, per cercare di metterli in difficoltà. Dobbiamo essere bravi a non commettere errori. Obiettivi? Non abbiamo ancora fatto nulla, dobbiamo raggiungerlo e poi vediamo”.
In attacco è più logico aspettarsi Simeone e Adams?
“Credo che nella partita si può ragionare su un piano tattico utilizzando un giocatore e poi farne entrare un altro. Duvan ha fisicità e fa più fatica a subentrare piuttosto che cominciare ma allo stesso modo col Parma, dove sapevo che Adams non aveva i 90 minuti, la scelta è stata fatta in base alla partita e a ciò che dovevamo fare. Lì abbiamo sfruttato al meglio le caratteristiche di tutti. Le scelte andranno fatte all’ultimo momento. Quando do la formazione”.
Il punto sull’infermeria?
“Njie in settimana ha avuto un leggero problemino e non ci sarà, nemmeno Aboukhlal che non ha recuperato”.

Euforia??????😂😂😂😂😂😂😅😅
Cairo VATTENE
Entusiasmo? Euforia? Ma questo è tutto fuori.
Prima non avevo un opinione su dì lui, adesso posso dire che mi sta pesantemente sui c.og.li.oni.
Da quando ha visto il Po e piazza Vittorio non capisce più un ca.z.zo.
Penso si riferisse all’entusiasmo dei giocatori.
Uhm po esse, cmq mi sta sulla mi.nch.ia 😂